13 Maggio 2020

IDEA DI FONDO

Le De.Co. (acronimo di Denominazione Comunale) sono nate da un’idea geniale del compianto Luigi Veronelli per aiutare a ridisegnare l’identità culturale di un luogo, di aiutare la Comunità locale ad identificarsi intorno ad un prodotto che ha il sapore di quella terra, della fatica di chi lo produce, o ad una tradizione che ha il volto dei nostri nonni.
Quasi tutti i Comuni, nel loro piccolo possono vantare una storia, una cultura e tradizione che si è consolidata negli anni, ciò che Luigi Veronelli chiamava “giacimenti enogastronomici e culturali”: non solo patrimonio enogastronomico, ma anche artigianale e culturale.
Non si può quindi non riconoscere l’esistenza di un forte interesse dei Comuni alla conservazione di prodotti che si identificano con gli usi e le tradizioni locali, e che fanno parte della cultura popolare nel territorio comunale di riferimento; interesse che risulta da tutta una serie di manifestazioni caratterizzate dalla spontaneità e dal loro perpetuarsi nel tempo.
In questo senso le denominazioni comunali, se ben strutturate, organizzate e utilizzate possono essere dei veri e propri strumenti di marketing e devono essere viste come risorsa reale e concreta destinata a dimostrare la storia e la valenza identitaria del Comune.
Attraverso le De.Co. si aumenta la consapevolezza sul valore del patrimonio enogastronomico, sui principi di alimentazione sana e sulla sostenibilità, la giusta difesa del Locale quando minacciato dal Globale, al fine di preservare le nostre tipicità e la nostra cucina.
Il turismo delle De.Co. può rappresentare la base per uno sviluppo sostenibile del territorio. Può infatti stimolare la nascita
di politiche e strategie atte alla difesa delle identità culinarie, rafforzare il processo di crescita e partecipazione della Comunità e contribuire a creare nuovi posti di lavoro.

REGOLAMENTO GENERALE DE.CO. VENETO approvato dal Tavolo
Regionale De.Co. Veneto e UPLI Veneto il 9/04/2019 aggiornato con seduta Tavolo Regionale De.Co. 19/12/2019

Introduzione al regolamento che disciplina e valorizza le denominazioni comunali

È noto che il fenomeno della globalizzazione e standardizzazione abbia portato ad una omologazione dei fenomeni produttivi ed organizzativi aziendali e ad un livellamento delle scelte dei consumatori.
Di converso, sta crescendo sempre più nei turisti l’esigenza di conoscere le abitudini, gli usi e i costumi della popolazione residente nelle località turistiche meta di soggiorno, visitazione, permanenza, da affiancare alle eccellenze naturali, culturali e storiche che caratterizzano quelle località.
Conoscenze, aromi, tradizioni, cibi rappresentano un patrimonio dalle grandi potenzialità perché forniscono una precisa e forte identità ad un territorio esaltandolo e valorizzando agli occhi del visitatore, ma anche dei propri cittadini, dando loro la precisa idea della ricchezza di cui essi stessi sono depositari.
Esistono già esperienze di promozione e qualificazione delle tradizioni, produzioni e attività locali, spesso promosse dai Comuni che mirano a conservare nei cittadini e a proporre ai turisti le specificità dei singoli territori.

Le De.Co. (acronimo di Denominazione Comunale) sono nate da un’idea geniale del compianto Luigi Veronelli per aiutare a ridisegnare l’identità culturale di un luogo, di aiutare la Comunità locale ad identificarsi intorno ad un prodotto che ha il sapore di quella terra, della fatica di chi lo produce, o ad una tradizione che ha il volto dei nostri nonni.
Quasi tutti i Comuni, nel loro piccolo possono vantare una storia, una cultura e tradizione che si è consolidata negli anni, ciò che Luigi Veronelli chiamava “giacimenti enogastronomici e culturali”: non solo patrimonio enogastronomico, ma anche artigianale e culturale.
Non si può quindi non riconoscere l’esistenza di un forte interesse dei Comuni alla conservazione di prodotti che si identificano con gli usi e le tradizioni locali, e che fanno parte della cultura popolare nel territorio comunale di riferimento; interesse che risulta da tutta una serie di manifestazioni caratterizzate dalla spontaneità e dal loro perpetuarsi nel tempo.
In questo senso le denominazioni comunali, se ben strutturate, organizzate e utilizzate possono essere dei veri e propri strumenti di marketing e devono essere viste come risorsa reale e concreta destinata a dimostrare la storia e la valenza identitaria del Comune.
Attraverso le De.Co. si aumenta la consapevolezza sul valore del patrimonio enogastronomico, sui principi di alimentazione sana e sulla sostenibilità, la giusta difesa del Locale quando minacciato dal Globale, al fine di preservare le nostre tipicità e la nostra cucina.
Il turismo delle De.Co. può rappresentare la base per uno sviluppo sostenibile del territorio. Può infatti stimolare la nascita di politiche e strategie atte alla difesa delle identità culinarie, rafforzare il processo di crescita e partecipazione della Comunità e contribuire a creare nuovi posti di lavoro.

Concludendo, si riporta la prefazione dell’allora Ministro per le Politiche Agricole Luca Zaia al libro scritto da Paolo Massobrio “De.Co. la carta d’identità del sindaco” (era l’anno 2008).
Territori d’Italia. Angoli abitati che hanno una storia. Borghi che ci fanno sentire a casa. Volti, voci, mestieri, che rendono unico ogni angolo delle nostre regioni. L’Italia è il paese dei mille campanili, delle tante tradizioni quanti sono i Comuni, dei sapori che sanno unire, nelle ricette, i sapori, le qualità, l’unicità dei prodotti coltivati dalla terra. Solo se comprendiamo il valore di questa identità, se rispettiamo e valorizziamo tutto quello che di inimitabile vive nei nostri Comuni, potremo proteggerci dalla globalizzazione che vorrebbe tutto uguale. Siamo il paese della qualità e dei prodotti genuini. Diversi quanti sono i climi, i terreni, i metodi di coltivazione. È questo valore che difendiamo e proponiamo con forza e con convinzione. […] Il cibo è la sintesi di ogni angolo di paese, che si racconta. Sono sapori che diventano accoglienza, vetrina, simbolo, conoscenza, ma anche promozione dei territori. Ogni volta che insegniamo ai nostri bambini che nel piatto che stanno mangiando, non c’è soltanto qualcosa di buono, ma ci sono prodotti genuini coltivati nei campi e la cura di chi ha imparato e cucinato per lui quella ricetta, li avremo aiutati a diventare persone autentiche. Uomini grandi. Che avranno sempre più voglia anche di scoprire, di viaggiare, di assaggiare, con rispetto, tutto quello che di buono c’è nei territori d’Italia. – Luca Zaia.”

Art. 1 FINALITÀ E SOGGETTI

  1. Il presente Regolamento disciplina, salvaguarda e promuove, nel contesto delle attività turistiche, di valorizzazione del territorio e di sviluppo e difesa delle specificità locali, le iniziative di salvaguardia, di tutela e di diffusione della conoscenza delle produzioni, attività e beni a forte caratterizzazione storica, locale e di specificità territoriale relative alle attività turistiche, rurali e artigianali, nonché delle tradizioni dell’enogastronomia. Tutto ciò si riassume con l’istituzione delle Denominazioni Comunali, di seguito De.Co.
  2. I prodotti agricoli, le lavorazioni artigianali, i processi produttivi e quelli di preparazione di prodotti enogastronomici i cui logotipi, nomi storici o dei comuni, evochino, richiamino o utilizzino denominazioni di produzioni agricole ed agroalimentari tutelate e riconosciute ai sensi della vigente normativa comunitaria e della legislazione nazionale e regionale, non possono essere considerati ai fini della presente legge.
  3. Il presente Regolamento individua il comune, quale ambito territoriale ottimale per l’esercizio delle attività di regolazione, gestione e valorizzazione delle produzioni storiche e locali.
  4. Nell’esercizio delle proprie attività il comune può associarsi, ai sensi della vigente legislazione di settore, con altri comuni nei quali siano rinvenibili produzioni, attività e beni che abbiano una tradizione che interessi ambiti territoriali intercomunali.
  5. Per le finalità di cui sopra, ispirandosi a criteri di trasparenza ed efficacia, il Comune promuove iniziative ed assume attività che, nel rispetto della legislazione Comunitaria e nazionale in materia di protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine dei prodotti agricoli ed alimentari, comportano l’affermazione sostanziale dei principi di cui ai precedenti commi e la loro attuazione.
  6. Con il presente regolamento, sono stabilite le modalità di riconoscimento, promozione e tutela della De.Co. (acronimo di “Denominazione comunale”).
  7. Per la realizzazione delle finalità del presente regolamento il Comune si avvale del Tavolo Regionale De.Co. Veneto, dei Tavoli Provinciali di appartenenza, dell’UNPLI Veneto e dell’Associazione Amici delle De.Co. Veneto, quali essenziali punti di riferimento.

Art. 2 DEFINIZIONI

  1. Sono identificate con la terminologia di Denominazione comunale (De.Co.) le produzioni storiche e locali relative a un prodotto agricolo, un manufatto dell’artigianalità ed una preparazione enogastronomica della tradizione rurale di un ambito comunale che si caratterizzano per una storia e un radicamento consolidato negli abitanti e nel territorio del comune e la cui tipicità comunale, o intercomunale, è documentata, a livello locale, da scritti e articoli storici.
  2. L’attribuzione della Denominazione comunale da parte del comune, attesta esclusivamente che quel prodotto, produzione, bene o preparato appartiene alla storia, alla tradizione e all’identità degli abitanti di quell’ambito comunale o intercomunale.

Art. 3 RICONOSCIMENTO DELLE DE.CO.

  1. I comuni provvedono alla selezione e identificazione delle De.Co. sulla base della documentazione storica, di tecnica produttiva, delle testimonianze di diffusione e di apprezzamento dei prodotti ottenuti nell’ambito territoriale di competenza, costituendo il fascicolo di identità (disciplinare).
  2. Il fascicolo di identità (disciplinare) documenta la storicità dell’attività, produzione o bene, la diffusione e il radicamento nella tradizione popolare e nell’ambito comunale e consente al comune di valutare e attribuire al prodotto la Denominazione comunale. Comprende altresì la descrizione dei requisiti tecnici dei beni, produzioni e prodotti e le caratteristiche di preparazione e utilizzo in cucina consolidate nel tempo in base agli usi locali. Riporta infine le manifestazioni ed eventi locali, anche rivolte ai turisti, inerente alla Denominazione comunale.
  3. L’attribuzione della Denominazione comunale è data dal comune in presenza di una storicità e una tradizione di almeno venti anni e che coinvolga l’interesse di enti, associazioni locali e pro loco nelle iniziative di valorizzazione e promozione anche a fini turistici, storico e delle tradizioni popolari.

Art. 4 REQUISITI PER L’ATTRIBUZIONE DELLA DE.CO. AI PRODOTTI LOCALI

  1. Il primo atto che il Comune dovrà compiere, sarà quello di dichiararsi Comune De.Co., deliberando l’accettazione del presente Regolamento De.Co. Veneto tramite apposita delibera di Consiglio comunale e sottoscrivendo la convenzione con la Segreteria Regionale De.Co. Veneto.
  2. I prodotti che si fregiano della De.Co. devono essere prodotti nell’ambito del territorio del Comune o di un territorio intercomunale omogeneo per caratteristiche produttive e di prodotto ed essere legati alla storia, alla cultura e alle tradizioni locali.
  3. Non possono essere considerati ai fini del presente regolamento i prodotti agricoli, le lavorazioni artigianali, i processi produttivi e quelli di preparazione di prodotti enogastronomici i cui logotipi, nomi storici o dei Comuni, evochino, richiamino o utilizzino denominazioni di produzioni agricole ed agroalimentari tutelate e riconosciute ai sensi della vigente normativa Comunitaria e della legislazione nazionale e Regionale.
  4. I Comuni che attribuiscano la Denominazione comunale in violazione di quanto stabilito al precedente comma non potranno essere iscritti all’Albo Regionale De.Co. Veneto.
  5. Devono essere osservate tutte le norme vigenti relative alla preparazione, commercializzazione ed etichettatura e le altre disposizioni relative alla disciplina igienica ed alimentare. Allo stesso modo dovranno essere rispettate le norme del settore agro-alimentare e le disposizioni relative alla lotta antiparassitaria, come pure le norme Comunitarie relative alla qualità dei prodotti e quelle relative alla produzione e commercializzazione dei prodotti alimentari e dei manufatti artigianali.
  6. In nessun caso potranno essere impiegati prodotti transgenici ovvero contenenti organismi geneticamente modificati (O.G.M.), poiché esclusi se non altro dall’ambito della tradizione locale.

L’uso difforme o improprio del logo di cui all’art. 10 può comportare la cancellazione dall’albo.

Art. 11 LOGO DE.CO., SUO UTILIZZO, CONTROLLI E SANZIONI
Art. 11.1 LOGO DE.CO. E SUO UTILIZZO

Il Comune che consegue il riconoscimento della De.Co. adotta il logo del relativo prodotto De.Co., che dovrà essere usato in occasione delle manifestazioni che coinvolgono quel determinato prodotto.
Il logo De.Co. deve essere posizionato in modo chiaro e visibile. Non devono essere usati altri contrassegni che per il loro aspetto esterno e/o in seguito alla loro applicazione, possano ingenerare confusione con il logo De.Co.
È fatto divieto dell’impiego di appellativi atti ad esaltare qualità, quali “super”, “eccellente”, ecc.
È vietato l’utilizzo, in qualunque forma, del logo De.Co. da parte di soggetti non autorizzati.