La carne secca di Lusiana – Iscriz. Albo Regionale VI-043

Nei tempi andati la macellazione degli animali di grossa taglia, domestici e selvatici, poneva il problema di conservarne le carni per evitare gli sprechi del consumo immediato. Il metodo di più frequente adozione era la salagione dei tagli più pregiati, che nelle sue varianti regionali spazia dalla carne salada trentina alla bresaola valtellinese. A Lusiana Leggi di piùLa carne secca di Lusiana – Iscriz. Albo Regionale VI-043[…]

El formajo nel pignato di Caltrano – Iscriz. Albo Regionale VI-050

La parsimonia è virtù tipica del contadino, specie quando la natura non regala nulla. È il caso della montagna,dove ogni prodotto costa fatica e dunque viene utilizzato senza spreco alcuno. Così accade pure per il formaggio: il migliore destinato al mercato e quello che ha qualche difetto all’autoconsumo. Il contadino parsimonioso s’ingegna allora per recuperarlo, Leggi di piùEl formajo nel pignato di Caltrano – Iscriz. Albo Regionale VI-050[…]

Il riso di Bagnolo di Lonigo – Iscriz. Albo Regionale VI-022

La coltura del riso venne introdotta nella pianura di Vicenza dai benedettini, cui va il merito d’aver regolato le acque che ne rendevano paludoso gran parte del territorio. Nel distretto di Lonigo aveva vocazione in tal senso Bagnolo, località d’esplicita ricchezza idrica, dove sorge villa Pisani, una delle opere più significative di Andrea Palladio, realizzata Leggi di piùIl riso di Bagnolo di Lonigo – Iscriz. Albo Regionale VI-022[…]

La fritola co’a sardea di Pievebelvicino – Iscriz. Albo Regionale VI-035

Fin dagli anni ’30 sotto il portico di via Carducci esisteva una delle poche osterie di Pievebelvicino. Era gestita dai coniugi Giovanni Scapin e Caterina Greselin, meglio conosciuta come la “nela”. Terminata la tragedia della seconda Guerra mondiale, la gente riprese la modesta laboriosità quotidianità ,chi nei campi e boschi, chi nelle varie miniere delle Leggi di piùLa fritola co’a sardea di Pievebelvicino – Iscriz. Albo Regionale VI-035[…]